Storia del pellegrinaggio

L’origine del pellegrinaggio cristiano a Montevergine si fa risalire già ai tempi del santo fondatore, Guglielmo da Vercelli, nel primo quarto del XII secolo, che eresse sul Partenio un faro di vita monastica e di devozione mariana. Prima di ritirarsi a vita eremitica a Montevergine, fu egli stesso pellegrino in vari luoghi santi, tra i quali Santiago di Compostella, Roma e il Gargano, presso il Santuario di San Michele Arcangelo. I primi pellegrini indubbiamente salirono a Montevegine perché attratti dalle virtù e dai miracoli di San Guglielmo; e la devozione e l’amore di San Guglielmo verso la Madonna fecero il resto. Il Santo indicò ai pellegrini Maria come via sicura che porta al cielo, e a Lei potevano rivolgersi tutti, perché la Vergine legge nei cuori e nelle menti di ognuno di noi. E la tradizione vuole che la prima chiesa dedicata alla Madonna sia stata indicata dal Salvatore, apparso a San Guglielmo. Testimonianze storiche di pellegrinaggi a Montevergine appaiono già in un documento del 1139, con i fedeli che si recavano alla chiesa di S. Maria di Montevergine per “invocare la misericordia di Dio e il perdono degli innumerevoli peccati”. Più di un secolo dopo, il 12 settembre 1263, il papa Urbano IV può attestare autorevolmente che Montevergine è cospicuo per la pia religione dei monaci, e che è frequentato e guardato con venerazione dai popoli fedeli di queste nostre regioni. Montevergine diventava quindi un punto di riferimento importante per la devozione mariana, e col passare del tempo si dovette provvedere alla realizzazione di strutture assistenziali per l’accoglienza dei pellegrini, dove potessero riposarsi e rifocillarsi, come ad esempio la costruzione di un ospedale (da hospes: ospite e hospitalis: ospitalità) sito nell’odierno Ospedaletto d’Alpinolo. A Montevergine, a invocare Maria Santissima, vi accedevano davvero tutti, dagli umili ai grandi sovrani, passando anche per illustrissimi religiosi. Chi saliva al santuario si trovava di fronte inoltre importanti reliquie di santi, la maggior parte delle quali presenti fin dal 1156, quando tra le altre, c’erano anche le ossa di San Gennaro, prima che le stesse fossero traslate a Napoli, nella Cattedrale, nel 1497. Tuttavia la devozione popolare per la Madonna di Montevergine è sempre stata molto sentita dalla popolazione campana ma anche nel resto dell’Italia Meridionale. Con i tanti italiani emigrati all’estero, la devozione per Maria Santissima di Montevergine ha assunto un carattere universale

“Era la prima ora del mattino quando movemmo verso il Santuario di Montevergine, un sospiro di gioia, ed un sentimento di venerazione fu il primo saluto che indirizzammo a quel memorabile monte, luogo di profonda solitudine, e purissima religione.”

Giovanni Zigarelli – Viaggio storico-artistico al Reale Santuario di Montevergine, 1854